//L’Alzheimer si anticiperà con un esame del sangue

L’Alzheimer si anticiperà con un esame del sangue

L’Alzheimer colpisce oggi circa il 5% delle persone over 60 e in Italia si stimano circa 500mila casi. Si tratta della più comune forma di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali con serie difficoltà nel condurre le normali attività quotidiane. Oggi l’unico modo di fare una diagnosi certa di demenza di Alzheimer è attraverso l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, possibile solo con l’autopsia dopo la morte del paziente. Ciò implica che durante il decorso della malattia si può fare solo una diagnosi di Alzheimer ‘probabile’.

Grazie a uno studio, pubblicato su Nature Medicine, pare che diventerà possibile smascherare la demenza di Alzheimer con anni di anticipo rispetto alla comparsa dei sintomi, ciò grazie a un nuovo esame del sangue che individua l’eventuale presenza di una proteina marcatrice del danno cerebrale provocato dalla malattia già nelle primissime fasi. Sperimentato con successo su pazienti con una rara forma familiare di Alzheimer precoce, in futuro potrebbe essere usato per valutare qualsiasi tipo di danno al cervello, incluso quello provocato da sclerosi multipla, ictus e traumi.

La ricerca è stata effettuata dall’Università di Washington in collaborazione con il Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (Dzne), l’Istituto Hertie per la ricerca clinica sul cervello (Hih) e l’Università di Tubinga. Si tratta di un lavoro innovativo, in quanto ha permesso di mettere a punto un test del sangue universale per la valutazione dei danni al cervello: l’esame, infatti, non va alla ricerca di un marcatore specifico dell’Alzheimer come la proteina beta-amiloide, bensì di una proteina filamentosa, chiamata Nfl, che fa parte dello ‘scheletro’ interno dei neuroni. In caso di danno o morte delle cellule nervose, infatti, Nfl fuoriesce nel liquido cerebrospinale che avvolge cervello e midollo spinale, passando poi nel sangue. L’aumento della proteina Nfl nel sangue rispecchia in modo preciso il danno cerebrale, consentendo di prevedere la sua evoluzione nel tempo.

La proteina Nfl è un marcatore del danno cerebrale che potrebbe essere facilmente inserito nei test di screening usati in neurologia: è stato validato in malati di Alzheimer perché si sa che il loro cervello va incontro a una forte neurodegenerazione, ma questo marcatore non è specifico: alti livelli nel sangue potrebbero essere la spia di molte malattie neurologiche e traumi.

Fonte: IlGiornale.it